venerdì 24 novembre 2006

Dieta Vegetariana Contro la Fame nel Mondo


Da Agireora

Un interessante articolo e' stato pubblicato il 31 ottobre dal "The National Academies", intitolato "Vegetali locali potrebbero aiutare a risolvere la crisi alimentare africana e far rinascere le deboli economie rurali", che conferma ancora una volta che l'unica possibilità per nutrire tutti è quella di consumare direttamente vegetali, e come il consumo di alimenti animali sia una delle cause che influenzano pesantemente, in negativo, il problema della fame nel mondo.


Negli ultimi decenni, varie istituzioni pubbliche e private hanno promosso attivamente la diffusione di allevamenti di bestiame su larga scala, per la produzione di carne e latte, nei paesi in via di sviluppo, nonché la trasformazione delle colture tradizionali che producevano cibo per il consumo diretto umano a coltivazione di mangimi per animali; dato che i prodotti animali sono tra le fonti alimentari meno efficienti che esistano, questa politica, lungi dal combattere la fame, non farà altro che esacerbare il problema.


Nei paesi in via di sviluppo, la maggior parte delle persone che riescono a nutrirsi in maniera adeguata consumano pochissimi (o per nulla) prodotti animali, eppure la loro dieta - formata per lo più da cereali, legumi, verdura e frutta - soddisfa tutti i requisiti nutrizionali. Un numero molto maggiore di persone potrebbero nutrirsi adeguatamente con questo tipo di dieta, consumando le stesse risorse, rispetto al numero di persone che si possono nutrire con una dieta a più alto contenuto di alimenti animali.


Ed è proprio questo aspetto che il nuovo dossier del National Reserch Council conferma, sottolineando quanto sia importante per risolvere la crisi alimentare africana tornare a coltivare e consumare i vegetali tradizionali di quei luoghi, nutrienti e adattati all'ambiente.


E' riportata qui per intero la traduzione della notizia pubblicata sul "The National Academies", che contiene dati interessanti e utili.


Vegetali locali potrebbero aiutare a risolvere la crisi alimentare africana e far rinascere le deboli economie rurali


Strumenti efficaci per affrontare molti problemi di base nell'Africa sub-sahariana – ovvero fame, malnutrizione e povertà rurale – potrebbero letteralmente saltar fuori dalla terra. La regione è la zona di provenienza di centinaia di vegetali locali che hanno nutrito gli africani per decine di migliaia di anni. La maggior parte di queste piante sono adatte per crescere in suoli poveri ed in piccoli appezzamenti con risorse limitate tipici dei villaggi. Queste specie, tuttavia, ricevono poca o nessuna attenzione dalla comunità scientifica. Un maggiore sforzo nell'esplorare il potenziale di questi vegetali potrebbe portare ad una produttività agricola maggiore, a riserve di cibo più stabili, e maggiori guadagni nelle aree rurali nel continente, sostiene un nuovo rapporto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche.


Il rapporto esamina le potenzialità di 18 vegetali africani, che potrebbero aiutare ad alimentare la popolazione in crescita del continente e a raggiungere uno sviluppo sostenibile. Questi vegetali locali – tra i quali sono inclusi l'amaranto, i fagioli dell'occhio, e l'egusi – sono ancora conservati in molte zone dell'Africa, ma sono solitamente ignorati da scienziati e agenti del governo nel resto del mondo. In passato, queste piante locali sono state giudicate meno interessanti dei famosi vegetali introdotti in Africa da altre parti del mondo. Ma poiché pochi vegetali del luogo sono stati studiati in modo approfondito, le informazioni che si hanno su di essi sono spesso vecchie, difficili da trovare o principalmente aneddotiche. Il rapporto enfatizza che nonostante questa disinformazione, questi vegetali hanno diversi vantaggi.


Sebbene la velocità di crescita del fenomeno della fame cronica sia lentamente diminuita nell'Africa sub-sahariana, circa un terzo della popolazione della regione non ha il cibo necessario per coprire il fabbisogno giornaliero. La stessa proporzione di bambini è malnutrita, e il numero delle persone povere è in continuo aumento. Il rapporto informa che con un maggiore supporto da parte della comunità scientifica e la promozione di politiche sociali adeguate, i vegetali locali potrebbero velocemente dare un grosso contributo socio-economico a molte nazioni africane, aiutando ad affrontare questo tipo di problemi. Un maggiore sviluppo di queste piante andrebbe a vantaggio principalmente delle donne, che rappresentano una larga fetta degli agricoltori rurali.

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